Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Verona, il restauro dell' Arca di Cansignorio

L’Arca di Cansignorio della Scala fa parte del cimitero monumentale degli Scaligeri, i Signori che governarono dal 1260 circa al 1387.

Nel corso dei secoli il sepolcreto subì diverse trasformazioni. Al momento attuale, oltre a diverse sepolture, sono presenti nel recinto alcuni sarcofagi terragni. Emergono tra le altre tombe, per complessità e bellezza, tre arche: quella di Cangrande I, quella di Mastino II e quella di Cansignorio, appartenenti alla tipologia del sepolcreto isolato a baldacchino su colonne. L’imponente e pittoresca sepoltura di Cansignorio fu commissionata dal Signore, ancora vivente, a Bonino da Campione che la realizzò intorno al 1375.

Nel corso degli ultimi decenni,la Soprintendenzaper i beni architettonici e paesaggistici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza ha condotto, con finanziamenti statali, diversi delicatissimi interventi di restauro nel complesso cimiteriale.

L’intervento sull’Arca di Cansignorio ha comportato sofisticate tecniche e sistemi avanzati, anche sperimentali, di analisi, di rilievo e di esecuzione dei lavori e, di conseguenza, ha richiesto l’apporto di professionalità altamente qualificate e di accreditati studiosi.

Vale la pena di precisare che gli interventi statico-strutturali sono stati conformi alle Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale redatte dal Dipartimento della protezione civile e dal Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici - Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali. Tale strumento operativo indica un percorso che si concretizza nella ricerca del “minimo intervento”, derivante da un iter progettuale che prevede l'impiego, da un lato, di sofisticate tecniche di rilievo e di analisi strutturali, sperimentali e teoriche (anche ripetute nel tempo con sistemi di monitoraggio) per conoscere e valorizzare al massimo le capacità proprie della costruzione storica e, dall'altro lato, l'impiego combinato e ottimizzato di tecniche e materiali tradizionali e innovativi, questi ultimi in grado di assicurare notevole resistenza, ridottissimi ingombri ed elevata durabilità.

Sulla base del rilievo tridimensionale dell’Arca, condotto con avanzate tecniche di telemetria laser e fotogrammetria digitale, è stato ricavato il modello strutturale utile ai calcoli di consolidamento e all’esame e alla formulazione delle ipotesi di reazione del monumento nel caso di sollecitazioni sismiche, o di altro tipo. Il bene, quindi, tramite l’installazione di sensori, è stato sottoposto al controllo continuo delle sue vibrazioni e dei suoi movimenti che sono registrati su appositi macchinari collocati in un locale dove è stato allestito il Centro per l'osservazione e il monitoraggio continuo dell'arca di Cansignorio.

Nell'ambito dell'intervento generale, un caso particolarmente impegnativo è costituito dal risanamento delle due statue dei Santi guerrieri Valentino e Quirino resosi necessario a causa della situazione estremamente compromessa in cui versavano le loro estremità di appoggio a terra in marmo di Candoglia per effetto dell’ossidazione dei perni in ferro, prima dell'intervento esistenti all’interno delle gambe, che aveva provocato la disgregazione del materiale lapideo. Dopo un accurato bendaggio, dopo lo smontaggio dalla sede dove erano alloggiate e dopo l'imballaggio, le statue sono state trasportate in un laboratorio specializzato, per sottoporle ad indagini particolarmente sofisticate, quali le radiografie e gli esami con ultrasuoni, prima di procedere alla sostituzione delle barre arrugginite con idonei elementi in acciaio inox e al restauro del materiale lapideo. 

Notevoli erano anche i problemi legati al degrado dei materiali dell'arca, costruita, per la maggior parte, con marmo di Candoglia e rosso di Verona; e proprio quest’ultimo materiale presentava i problemi più accentuati a causa della sua struttura ricca di impurità e inclusioni e tendente a sfaldarsi. Tolto lo spesso strato di sporco, sono stati rinvenute decorazioni colorate e/o in oro in varie parti dell’arca e in particolare sul sarcofago e sulle statue dei santi guerrieri.

Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza