Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Tesori d'arte nelle chiese del Bellunese: Alpago e Ponte delle Alpi, 2010

Nell’ambito del progetto Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese – partito nel 2003 nella parte alta del territorio provinciale, esteso quindi anche all’area meridionale e giunto complessivamente alla sesta edizione – è stato pubblicato nell’estate del 2010 il volume Alpago e Ponte nelle Alpi, curato da Marta Mazza e stampato dalle Grafiche Antiga di Crocetta del Montello (TV) per le edizioni della Provincia di Belluno.
Improntato alla consueta logica dell’approfondimento di alcune problematiche critiche e della focalizzazione alcune emergenze storico artistiche, lo studio si è rivelato quanto mai immune dal pericolo della presunzione enciclopedica. Si trattava infatti di dissodare un terreno conoscitivo pressoché vergine, specie in relazione all’area dell’Alpago: l’unico studio monografico ad essa dedicato risaliva infatti al 1932, seppur minimamente ampliato, nel 1984, da alcuni aggiornamenti tematici.
La cautela e l’impegno imposti agli autori da tale lacunoso retroterra, si sono tradotti nel carattere quanto mai inedito dei saggi raccolti, taluni impegnati in una prima sistematizzazione per ambiti e, tutti, dedicati alla messa a punto di proposte e metodologie di studio che vorrebbero essere propedeutiche ai futuri necessari sviluppi scientifici.
Complessivamente, ne emerge il ritratto di una terra estrema, connotata da un’endemica povertà e martoriata dalle catastrofi naturali; necessariamente propensa, pertanto, alla prassi trasformativa e ricostruttiva, sia, inevitabilmente, in relazione al patrimonio immobile sia, per conseguente abitudine, a quello mobile.
Gli edifici religiosi dell’Alpago, tutti dettagliatamente schedati, sono difficilmente riconoscibili come di antica fondazione, prevalendo in essi i tratti tardo-ottocenteschi e novecenteschi: gli ultimi due forti episodi sismici che ne hanno condizionato l’assetto risalgono infatti al 1873 e al 1936. Particolarmente interessanti, pertanto, le sussistenze più antiche, talora di reimpiego.
Alquanto più arretrate, invece, le datazioni delle opere pittoriche e scultoree e dell’oreficeria sacra. La scultura lignea, in particolare, offre episodi di assoluto interesse: un Crocifisso tardo quattrocentesco della parrocchiale di Puos risulta convincentemente inserito entro una koiné linguistica che accomuna i territori della Serenissima dalla montagna bellunese alla sponda orientale dell’Adriatico; alcuni simulacri e statue, seppur spesso ridipinti e manipolati, si lasciano ancora ricondurre all’importante produzione settecentesca di Andrea Brustolon e della sua bottega.
Per l’area di Ponte nelle Alpi - contigua all’Alpago e facilmente inseribile in un comune itinerario di visita ma alquanto differenziata per storia e patrimonio - si approfondisce nel volume l’imprescindibile episodio della decorazione a fresco della trecentesca chiesa di Santa Caterina, interamente restaurata con fondi ministeriali della programmazione ordinaria dei lavori pubblici per l’anno 2007. Si dà conto dei risultati tecnici dell’intervento conservativo svolto e, soprattutto, si fornisce un’aggiornata prospettiva critica per la comprensione di questi straordinari affreschi che, nel territorio della provincia di Belluno, rappresentano uno degli episodi più precoci e alti.

Come acquistare...

I volumi Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese sono reperibili mediante l’e-commerce della Provincia di Belluno, cui è possibile accedere dal sito www.provincia.belluno.it.