Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Report 2013 - Federalismo demaniale

Fra le attività dell’Ufficio tutela beni immobili si colloca anche il lavoro relativo alla formulazione  degli accordi di valorizzazione stipulati, ai sensi dell’art. 112, comma 4, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, in applicazione al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, recante “Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42”.

L’articolo 112, comma 4, del Codice in particolare prevede che “lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali stipulano accordi per definire strategie ed obiettivi comuni di valorizzazione, nonché per elaborare i conseguenti piani strategici di sviluppo culturale e i programmi relativamente ai beni culturali di pertinenza pubblica”, promuovendo altresì “l’integrazione, nel processo di valorizzazione concordato, delle infrastrutture e dei settori produttivi collegati”.

L’accordo e i consequenziali programmi e piani strategici di sviluppo culturale sono formulati attuando il procedimento di cui all’art. 5, comma 5, del citato d. lgs. n. 85/2010, per ciò che è stato notoriamente definito come trasferimento per “federalismo demaniale”. Al comma 4 del precedente articolo 2 la medesima norma prevede che l’ente territoriale richiedente sia tenuto, a seguito del trasferimento ottenuto,  a favorire la massima valorizzazione funzionale del bene attribuitogli dallo Stato, a vantaggio diretto o indiretto della collettività.

L’immobile deve essere preliminarmente dichiarato d’interesse culturale, a seguito di preliminare procedimento di verifica, ai sensi del combinato disposto dagli articoli 10, comma 1, e 12 del Codice, promossa su istanza di parte dall’Agenzia del demanio.

Per la definizione del contenuto degli accordi è stato siglato un preliminare protocollo d’intesa, sottoscritto in data 9 febbraio 2011, fra il Ministero per i beni e le attività culturali e l’Agenzia del demanio, con il quale sono state definite le relative modalità attuative e procedure operative.

In particolare, ai sensi dell’art. 4 dell’intesa 9 febbraio 2011, è stato istituito il Tavolo tecnico operativo, costituito dai soggetti interessati (direttori regionali del Ministero e dell’Agenzia e il rappresentante dell’ente pubblico territoriale richiedente), coadiuvati dai dirigenti e funzionali degli Uffici afferenti alle rispettive amministrazioni, per la disamina delle proposte di trasferimento.

Al riguardo il Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali, ha fornito ulteriori istruzioni di dettaglio con propria circolare n. 18 del 18 maggio 2011, contenente gli elementi ritenuti necessari a sostenere la richiesta di acquisizione del bene.

Dal 2010 al 1013 sono state presentate richieste di trasferimento ai fini del federalismo demaniale inerenti 65 immobili o compendi immobiliari appartenenti al demanio culturale dello Stato in consegna all’Agenzia del demanio - Direzione regionale del Veneto, dei quali 63 beni oggetto di istanze di amministrazioni comunali e 2 della Regione del Veneto.

La distribuzione per provincia dei beni immobili del demanio culturale è significativamente ripartita nel modo seguente: 27 (Venezia) e 20 (Verona), nella misura complessiva di poco oltre ai due terzi del totale, rimanendo la terza parte dei medesimi beni distribuiti fra le province di Belluno (6), Treviso (5), Vicenza (4) e Padova (3).

Risultano concluse entro l’anno 2013 il 17% (11) delle procedure; il 51% (33) è oggetto di sostanziale riformulazione, su istanza di questa Direzione regionale, del contenuto dell’accordo di valorizzazione. Per poco più di un quarto dei beni, il 26% (17), il procedimento non ha avuto alcun seguito o per assenza dei requisiti di legge (2) o per carenza di documentazione (15) di cui alla citata circolare 18/2011. Per il rimanente 6% dei beni (4) è in vista la conclusione dell’iter d’esame del tavolo tecnico operativo.