Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

L'Altinate: storia e cultura

Costantino Porfirogenito (952 d.C. ca) narra come a seguito della distruzione della città di Altino da parte di Attila (452 d.C.) i superstiti in fuga dettero origine ad un nucleo abitato nella laguna di Venezia. Tale notizia, riportata da uno storico piuttosto accreditato all'epoca, ha ingenerato la tesi di Altino “madre di Venezia”che,tramandataper molto tempo, si rivelò poi avere solo valore di derivazione ideologica, ma non documentale. Se, infatti, può essere condivisa la tesi che vede il potere veneziano porre il suo fondamento giuridico sull’eredità culturale del “municipium”romano di Altino, non può ugualmente essere collegata l’invasione degli Unni con la fine di Altino, urbs romana, e la nascita di Venezia, dal momento che in periodo imperiale il territorio emerso della laguna era già abitato. Né a tutt’oggi è confermata l'ipotesi che la città romana sia stata utilizzata come “cava di pietre” nella costruzione urbana di Venezia e di Treviso. Le origini della città di Altino, in effetti precedenti alla formazione e allo sviluppo di Venezia, pur rivelando la dimensione storica di un potere consolidato sul territorio, che ha visto proprio in epoca romana la massima affermazione, non possono avvalorare tale ipotesi affascinante quanto improbabile.

Le prime tracce di frequentazione umana sembrano risalire al VII millennio a.C., ma è con l’era del ferro (I millennio a.C.) che si forma un primo insediamento stabile.

Occorre, però, giungere al V secolo a.C. per trovare uno stanziamento sul territorio di una certa consistenza posto tra il fiume Zero e il canale Siloncello, in prossimità di quella che sarà l’arteria romana principale, la Via Annia, realizzata nel 131 a.C. Lo sviluppo e la fortuna della città sono dovuti anche alla posizione geografica limitrofa alla laguna e, quindi, al mare, nonché ai numerosi corsi d'acqua che costituirono una vera e propria rete di trasporto e di scambio commerciale. Il porto, probabilmente situato in località Montiron, secondo una tra le più accreditate ipotesi di localizzazione conferma la funzione di interscambio tra il traffico terrestre e quello acqueo-marittimo-lagunare.

Le notevoli capacità tecnico-costruttive acquisite nell'organizzazione dei territori conquistati i Romani a costruire la Via Annia e parte della Claudia Augusta sollevandole su un terrapieno, in considerazione delle escursioni di marea e del regime variabile dei corsi d’acqua: ciò derivava anche una ormai raggiunta maturità urbanistica. In sostanza l’organizzazione territoriale romana comprendeva due grandi arterie, la Via Annia e la via Claudia Augusta, che collegavano Altinum, già nota alla fine I secolo d.C. per le sue ville e il suo lido, al Nord e al Nord-Est, ad altre strade minori che conducevano a Oderzo e a Treviso.

Il tessuto abitativo e l’impianto viario, delineati già alla metà del I secolo a.C., trovano naturale completamento nella centuriazione che si va estendendo a Nord della città, fra il Muson e il Sile, al confine con quelle di Padova, Asolo e Treviso: a partire dall'anno 89 a.C. e per circa un cinquantennio si realizza la trasformazione da abitato paleoveneto a città romana. Pochi anni dopo Altino diviene municipio e viene iscritta alla tribù “Scaptia”. I terreni agricoli e i pascoli, se pur lontani dal centro abitato, erano facilmente raggiungibili attraverso una serie di arterie minori, utilizzate anche per collegare le altre città del Nord, come Treviso, Concordia e Aquileia, le quali ricevevano e smistavano i prodotti provenienti dal porto. La maggiore espansione di Altino è da collocare agli inizi del I secolo d.C.: le numerose campagne di scavo promosse e fatte eseguire dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto hanno portato alla luce numerose strutture edilizie della città e della necropoli, oltre ad innumerevoli reperti. In tale periodo, in virtù anche del carattere geopolitico della città, Altino assume il ruolo di importante scalo fluviale e marittimo dell’Adriatico, assolvendo soprattutto alla funzione di smistamento del traffico commerciale tra il Nord e il Mediterraneo. Le fonti storiche, presenti in questo periodo, riportano notizie riguardanti la produzione di lana pregiata, l'allevamento di mucche da latte, nonché lo sviluppo di fiumi e canali, che costituivano un sistema idrico a ricambio d’acqua nonostante la presenza di paludi e barene, tanto da far sottolineare a Strabone e Vitruvio la particolare salubrità dell’ambiente. Risale, infatti, all’età augustea la sistemazione idrica del canale Siloncello e la formazione di banchine di ormeggio per i natanti.

Con il II secolo d.C. si assiste ad una lenta, ma inarrestabile, decadenza economica e culturale di Altino, verificatasi anche a seguito del perduto delicato equilibrio dell’ecosistema che ne aveva decretato la fortuna economica e commerciale nel I secolo d.C. A partire, poi, dal IV secolo d.C. diviene sede vescovile annoverando chiese e sacelli tra le nuove realizzazioni, fino a quando l'episcopio non venne trasferito a Torcello (VII secolo d.C.), anche a seguito della caduta della città per mano longobarda, allorquando la maggior parte della popolazione decise di trasferirsi nelle isole dell’estuario, territorio ritenuto più sicuro.

I materiali restanti dopo la distruzione vennero impiegati altrove recuperando tutto il possibile, mentre il territorio non fu più abitato in modo stabile, a differenza del restante Veneto, fino a quando le opere di bonifica eseguite agli inizi del XX secolo fecero sì che anche la zona corrispondente all’Altino romana venisse di nuovo popolata di presenze isolate, anche se omogeneamente diffuse.

Attualmente l'altinate presenta una struttura territoriale costituita in massima parte dalle vecchie aziende agricole, sviluppate ed aggiornate sotto l’aspetto funzionale, amministrativo e tecnologico.