Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

La provincia di Verona

La provincia di Verona rappresenta un areale ricchissimo di testimonianze archeologiche, dall’età preistorica sino alla tarda antichità. La varietà del paesaggio e la presenza di naturali vie di comunicazione (oltre al lago di Garda, i bacini fluviali navigabili, come l’Adige e il sistema Tione-Tartaro-Mincio a sud, e la direttrice della Val d’Adige verso nord), hanno da sempre favorito l’insediamento antropico.
Le più antiche testimonianze della presenza umana nel veronese risalgono al Paleolitico e si concentrano nel comprensorio della Lessinia e sul monte Baldo: gli insediamenti interessano soprattutto grotte (come la Grotta di Fumane) e ripari (Riparo Tagliente, a Grezzana). Queste aree continuarono ad essere privilegiate per l’insediamento anche durante il Mesolitico e il Neolitico, ampliandosi verso la pianura e la Val d’Adige. Un deciso cambio di tendenza si verifica invece con l’età del Bronzo, quando si afferma il nuovo sistema abitativo delle palafitte nel bacino lacustre del Garda e lungo le sponde dei laghetti del suo anfiteatro morenico: in particolare, i resti di abitazioni su impalcato ligneo rinvenuti in località Belvedere a Peschiera e presso il laghetto del Frassino sono stati inscritti nel sito seriale transnazionale dell’UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, insieme alla palafitta di Tombola di Cerea. L’evoluzione di questo sistema abitativo è rappresentato, nel Bronzo Medio, dagli abitati dotati di argine e fossato perimetrali, di cui il sito di Fondo Paviani nel legnaghese  rappresenta un caso esemplificativo, in virtù delle evidenze di contatti su lunghe distanze, che collegavano l’insediamento con l’Europa centrale e l’area mediterannea.
Con il passaggio al Bronzo Finale si assiste ad un’ulteriore riorganizzazione del territorio, che vede la crisi del comparto veneto occidentale a favore di centri più vicini alla costa adriatica e in posizione strategica per gli scambi via mare.
Nell’epoca successiva, durante l’età del Ferro, tornano a fiorire nell’area di pianura insediamenti riferibili alla facies veneta: veri e propri centri protourbani si sviluppano in particolare a Gazzo e Oppeano. In questa stessa fase si sviluppa sul colle di Castel S. Pietro, collocato in posizione strategica in corrispondenza di arterie stradali e di un passaggio sul fiume, un oppidum, la futura Verona.
Con la costruzione della via Postumia, il sito viene ad acquisire un ruolo egemone sugli abitati celtici che nel frattempo, tra IV e II secolo a.C., erano sorti nella bassa pianura veronese.
Agli inizi del I sec. a.C. viene munita di cinta muraria e alla metà dello stesso secolo il vecchio centro viene abbandonato e la nuova città romana prende forma entro l’ansa del fiume Adige, con un tracciato urbanistico regolare conservato in più tratti insieme ai resti delle due porte di accesso monumentali, a sud-ovest (Porta Borsari) e sud-est (Porta Leoni). Delle strutture monumentali della città romana si sono conservati anche il Capitolium, individuato e scavato sul lato settentrionale del foro (attuale piazza Erbe), il teatro e l’odeon, visitabili alle pendici della collina di Castel S. Pietro, l’anfiteatro, il ponte Pietra e molti resti dell’architettura residenziale (tra cui visibili al pubblico una domus in piazza Nogara e una villa in Valdonega).
Per quanto riguarda il territorio, in età romana l’area che costituisce attualmente la provincia di Verona è divisa tra l’ager veronensis e l’ager atestinus, ed è caratterizzata da un popolamento fitto e differenziato in vari comprensori topografici, con presenza di vici (il vicus di Ariolica, nel centro di Peschiera del Garda, i cui resti sono oggi visitabili nell’area archeologica di proprietà statale), pagi e  strade (Postumia, Claudia Augusta Padana, la c.d. Via Gallica e probabilmente la “Porcilana”). Numerosi insediamenti (ville rustico-residenziali) connessi allo sfruttamento agrario sono stati rinvenuti nelle campagne e nelle aree collinari, mentre lungo la via Claudia Augusta Padana è stata messa in luce a Brentino Belluno una probabile mansio, di prossima sistemazione come area archeologica visitabile.
Anche per l’età tardoromana e altomedievale il territorio veronese ha rivelato la presenza di siti che configurano il vasto territorio in questione come un nodo fondamentale nella comprensione delle dinamiche di trasformazione tra l’età romana e il periodo medievale (l’insediamento sulla Rocca di Garda, il complesso di Castelletto di Brenzone, la necropoli longobarda di Povegliano, il villaggio di Nogara e l’abitato presso la Bastia di San Michele a Cavaion Veronese).