Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

La provincia di Venezia

La provincia di Venezia rappresenta un territorio ricco di testimonianze archeologiche di particolare interesse. I centri di maggior rilevanza sono i siti archeologici di Altino e Concordia Sagittaria, entrambi dotati di aree archeologiche visitabili tra le meglio note e conservate nel Veneto. La testimonianza più antica di un insediamento stabile ad Altino risale all’ XI-X secolo a.C. a partire dal VI secolo a.C. Altino divenne, grazie alla sua peculiare posizione geografica, il principale porto dei Veneti, aperto alle rotte mediterranee, come attesta la presenza di un rilevante santuario emporico individuato presso lo scalo lagunare. La floridezza della città, divenuta municipio romano, è testimoniata soprattutto dalle evidenze archeologiche di età compresa tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. della città si conoscono l’impianto urbanistico ed i principali edifici pubblici grazie soprattutto al telerilevamento, mentre lo scavo dei diversi sepolcreti, conservati anche per chilometri, ha restituito una straordinaria documentazione relativa alla sfera funeraria. Divenuta sede vescovile nel corso del IV secolo d.C, Altino rivestì un ruolo rilevante anche in età tardo antica fino al VII secolo quando, sotto la minaccia dell’invasione longobarda, venne abbandonata definitivamente. Gli altinati si rifugiarono allora nell'isola di Torcello, dando origine al primo nucleo della futura Venezia. Concordia conobbe un primo ciclo di occupazione databile al XIII – XII sec. a.C., poi interrotto e ripreso solo tra il IX e l’inizio dell’VIII sec. a.C. In età romana si definì il profilo della colonia Iulia Concordia, con le sue mura, il foro, il teatro, le terme, i quartieri residenziali e l'estesa necropoli. I resti di una basilica paleocristiana mosaicata e l'adiacente necropoli documentano, infine, l’affermarsi del Cristianesimo tra IV e VI secolo d.C. Uno sguardo d'insieme alla viabilità romana realizzata nel corso del II secolo a.C. comprende la monumentalizzazione della via Annia, che collegava Adria ad Aquileia attraverso Altino e Concordia; la costruzione della via Postumia, grande arteria che univa l'Italia settentrionale da Aquileia a Genova passando per Concordia; la stesura della via Popillia, da Rimini ad Adria, prolungata nel I secolo d.C. fino ad Altino, che nello stesso periodo divenne il punto di partenza della via Claudia Augusta diretta ai paesi transalpini fino al Danubio. Dal II secolo a.C. alla metà del I secolo d.C lungo una di queste strade, la via Popillia, fu attiva un' area santuariale presso Lova di Campagna Lupia.

Musei archeologici ed aree archeologiche

IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE E LE AREE ARCHEOLOGICHE DI ALTINO
Il Museo Archeologico Nazionale di Altino, istituito nel 1960, sorge all’interno della vasta area archeologica altinate. Il continuo afflusso di materiali provenienti dagli scavi, condotti nell’area urbana ma sopratutto nella necropoli, ha saturato le due sale di esposizione, divenute ora assolutamente inadeguate, rendendo necessaria la ricerca di nuovi spazi, individuati nei due vicini casoni ottocenteschi, dove verrà trasferita la sede museale.
Nelle due sale espositive sono ospitati quasi esclusivamente materiali provenienti dalla necropoli che si sviluppava per chilometri dall’immediata periferia della città lungo gli assi viari in direzione nord e sud, esplorata sistematicamente a partire dalla metà del secolo scorso.

Aree archeologiche di Altino
Il percorso museale prevede anche un itinerario all’aperto nelle due aree archeologiche visitabili, dove sono mantenuti in luce i resti del quartiere nordorientale della città romana, tra cui si segnalano alcuni notevoli mosaici.

Direzione: Margherita Tirelli
via S. Eliodoro 37 - 30020 Altino, Quarto d'Altino (Venezia)
tel./fax 0422-829008
orario di visita del museo e delle aree: tutti i giorni 8.30-19.30; ingresso: intero 3 € - ridotto 1,5 €
e-mail: sba-ven.museoaltino@beniculturali.it
web: Museo archeologico nazionale di Altino sul sito della Soprintendenza per i beni archeologici

MUSEO NAZIONALE CONCORDIESE DI PORTOGRUARO
La collezione storica del Museo si compone della raccolta Muschietti, costituitasi a partire dal '700, e dei reperti provenienti dai fortunati scavi di Concordia Sagittaria. Inaugurato nel 1888, il Museo presenta oggi un'esposizione del materiale rinnovata nelle vetrine, mentre nella sala dei reperti lapidei si è mantenuto l'allestimento ottocentesco. Al piano terra sono raccolti elementi architettonici, stele funerarie, ritratti, materiale epigrafico e, a pavimento, sono collocati tre pavimenti in mosaico. In una sala contigua, a destra dell'entrata, sono esposti elementi decorativi pertinenti agli spazi pubblici e privati di Concordia, nonché monete rinvenute nell'agro concordiese. Al piano superiore alcune vetrine espongono manufatti pertinenti alla frequentazione preromana del sito e alla città romana. Si prosegue poi con vetri, gemme, ornamenti in ambra, lucerne e altri oggetti di uso quotidiano.

Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro
Direzione: Federica Rinaldi
via Seminario, 26 - 30020 Portogruaro (Venezia)
tel. 0421-72674
orario: tutti i giorni 8.30-19.30; ingresso: intero 3 € - ridotto 1,5 €
e-mail: sba-ven.museoportogruaro@beniculturali.it
web: Museo Nazionale Concordiese sul sito della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto

AREE ARCHEOLOGICHE DI CONCORDIA SAGITTARIA
Nella Piazza Cardinal Costantini al di sotto della Cattedrale sono visitabili un tratto urbano della via Annia, parte dei magazzini extraurbani dei primi secoli dell'Impero e il complesso paleocristiano della Basilica Apostolorum. Proseguendo verso nord si raggiunge un tratto delle mura urbiche e i resti di un complesso termale di epoca romana, ancora visibili. All'incrocio tra via Mazzini e via Claudia si trovava la porta urbica settentrionale, presentata in un pannello tematico. A vista sono collocati alcuni basoli di trachite, a ricostruire un frammento del Cardo Massimo. All'incrocio tra via Claudia e via 8 marzo si incontrano la Domus dei Signini e lo spazio anticamente occupato dal Teatro romano, il cui perimetro originario è ora evocato da una siepe in bosso. Da qui si raggiunge l'area archeologica del Ponte romano, lungo via S. Pietro, attraverso cui passava la via Annia al suo ingresso in città. Si ritorna verso l'area della basilica percorrendo il Decumano Massimo, la strada principale che tagliava in senso est-ovest l'impianto urbano, costeggiando il Foro, oggi non più visibile.

Area archeologica del complesso basilicale di Piazza Cardinal Costantini - piazza Cardinal Costantini 1; orario: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, ingresso gratuito.

Area archeologica delle terme e delle mura urbiche - via delle Terme 21; accesso: visibile dall'esterno (punto osservativo accessibile ai disabili), dotata di pannellistica.

Casa e pozzi romani di via dei Pozzi Romani e Domus dei Signini - via dei Pozzi Romani 24-44; accesso: area visibile dall'esterno.

Ponte romano di via S. Pietro- via S. Pietro 285; accesso: area visibile dall'esterno.

web: percorso archeologico di Concordia Sagittaria nel sito web della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto

AREA ARCHEOLOGICA DEL PONTE ROMANO DI CEGGIA
Il sito di Ceggia si trova in area perilagunare tra i fiumi Piave e Livenza. Qui nel 1949 la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto scavò e mise in luce un ponte romano a tre arcate, datato tra la metà del I e la metà del II sec. d.C., sul percorso della via Annia, strada costruita attorno alla metà del II sec. a.C. che da Adria, attraverso Padova e Altino, arrivava sino ad Aquileia. Lungo complessivamente 44 metri, il ponte presentava tre arcate molto ribassate e poggiava le fondazioni su palizzate lignee di costipamento. Le arcate erano rette da due spalle e da due piloni, ancora in parte visibili oggi, ed erano costruite in blocchi di arenaria legati prevalentemente con malta e compattati in qualche caso con grappe di ferro.

via Ponte Romano - 30022 Ceggia (Venezia); accesso: l'area non è aperta alle visite ma è visibile dall'esterno

AREA ARCHEOLOGICA DI JESOLO, LOCALITA' LE MURE
Il sito comprende i resti dell’insediamento tardo antico, altomedievale e medievale dell’antica Equilo. La zona venne indagata dapprima alla metà degli anni ’60 del secolo scorso e quindi negli anni ’80. E’ stato portato alla luce un complesso cultuale pluristratificato, costituito da una basilica paleocristiana ad aula rettangolare con abside semicircolare, attribuibile al V - prima metà del VI sec. d.C., da una successiva basilica a pianta rettangolare a tre navate con absidi semicircolari e nartece, posteriore alla metà del VI sec. d.C., e infine dalla basilica di S. Maria Assunta dell’XI secolo.

via Antiche Mura; accesso: l'area è visibile dall'esterno

CEMA - CENTRO ESPOSITIVO MULTIMEDIALE DELL'ARCHEOLOGIA DI NOVENTA DI PIAVE
Una presentazione accattivante e dettagliata dell'archeologia, non solo della provincia di Venezia ma veneta in generale, è allestita in permanenza presso il Centro Multimediale per l'Archeologia all'interno del Designer Outlet di Noventa di Piave. Attraverso mostre temporanee e spazi multimediali interattivi si possono reperire informazioni sui principali siti e musei archeologici del Veneto, partecipando attivamente alla loro “scoperta”.

CEMA - presso Veneto Designer Outlet, via Marco Polo 1 - Noventa di Piave (Venezia); apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00; ingresso libero