Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Il progetto architettonico

Il progetto prevede l’inserimento di nuove strutture architettoniche sull’area scoperta, necessarie per lo svolgimento delle attività indispensabili alla gestione della nuova struttura pubblica, come pure la sistemazione del verde, la formazione di viabilità pedonale e carrabile, la creazione di parcheggi per il pubblico e per i dipendenti del museo, l’individuazione delle aree di sosta e dei punti di raccolta dei visitatori, la possibilità di ristoro.

L’obiettivo è quello di offrire un servizio al pubblico che illustri la storia antica del territorio, renda partecipi i visitatori del percorso tecnico-culturale dal rinvenimento del reperto alla pubblica fruizione, informi sulle manifestazioni culturali promosse dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto e dalle altre istituzioni pubbliche presenti nel territorio veneto.

Rendendo coesistenti e interdipendenti le varie attività preliminari alla fruizione del bene, in questo caso archeologico, l’esposizione al pubblico non è più un risultato passivamente acquisito, ma diventa parte integrante e consapevole di un preciso processo conoscitivo.

Il principio che ha guidato la progettazione delle nuove strutture architettoniche è stato quello di conferire la leggibilità dell'attività svolta all'interno delle singole parti non facendo prevalere sia formalmente sia volumetricamente il nuovo sull’esistente nel rispetto delle valenze ambientali del sito. Una volta stabilite le funzioni da assegnare al museo, dimensionandole ed organizzandole in relazione ai percorsi e alla topografia del terreno, adeguandole nel contempo alla complessità degli spazi e delle destinazioni d'uso, è stato analizzato il contesto paesaggistico definendo i materiali da impiegare e il trattamento delle superfici.

I nuovi edifici, opportunamente dimensionati  per essere  compatibili con i fabbricati esistenti, presentano materiali costruttivi e finiture rispondenti alle seguenti caratteristiche: 1) assenza di ambiguità interpretative del nuovo rispetto all'esistente (esclusione di forme di mimesi e di riproposizione di stilemi del passato); 2) riduzione dei costi di gestione e di manutenzione.

Si è volutamente evitato di impiegare la “scatola muraria”, propria dell’architettura storica, a favore di un sistema a setti portanti rivestiti in mattoni in maniera da simboleggiare il collegamento con il passato all’interno di una perdurante “formalità” sostanziata da un linguaggio attuale nelle forme e nei contenuti. In altri termini l’aggiunta del nuovo all’esistente è concepita come una progressione di elementi che si ripetono nella cadenza (tracciato regolatore planimetrico), ma non nella volumetria e nella composizione architettonica, per esplicitare le differenti funzioni. Le nuove strutture vengono così ad assumere autonomia culturale, apparentemente negata dai materiali che nel dettaglio recuperano la tradizione locale. I nuovi volumi architettonici sono caratterizzati dall’impiego, oltre che del mattone con funzione di rivestimento, dal ferro, dall’acciaio, dal legno lamellare e dal vetro.