Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Il contesto territoriale

La posizione geografica dell’area demaniale destinata ad accogliere il nuovo museo archeologico, il cui valore strategico era stato compreso e abilmente sfruttato in epoca romana, consente collegamenti reali e possibili per terra, per acqua e per aria.
L’area museale, posta in prossimità dell’asse viario Padova-Venezia-Treviso, è collegata alla rete viaria, stradale e autostradale, che conduce a Udine, a Trieste e al confine da un lato, e all’entroterra veneto dall'altro.
Il sistema fluviale, attualmente sottoutilizzato (vi è un solo collegamento da Portegrandi a Treviso sul Sile), deve essere potenziato: la linea pubblica di navigazione da Venezia per Torcello può giungere a ridosso dell’area demaniale risalendo parte del fiume Dese e quindi imboccando il canale Santa Maria. L'attuazione di tale collegamento farebbe entrare di fatto Altino nel circuito dei musei veneziani.
Inoltre è possibile agganciare la zona del museo con il centro di Quarto d’Altino mediante piste ciclabili, che l’Amministrazione Comunale ha realizzato anni orsono in accordo con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna e con la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.
La vicinanza con l’aeroporto di Venezia, il Marco Polo di Tessera, fa, poi, assumere interesse internazionale al nuovo museo, potendo disporre di una rete aerea in continuo e progressivo potenziamento: durante la sosta per l’interscambio dei voli intercontinentali può essere organizzato un trasporto per effettuare una visita veloce al museo.
Con le operazioni ora descritte nelle linee generali, la struttura territoriale che si realizzerà potrà a pieno titolo costituire il museo di terraferma di Venezia.