Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Il cantiere della Basilica di Santa Giustina (Padova)

Basilica di Santa Giustina, Piazza Prato della Valle, Padova - Complesso architettonico di proprietà demaniale

Lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza delle absidi del transetto e delle strutture voltate in conseguenza degli eventi sismici del maggio 2012

Lo sciame sismico che ha colpito il nord Italia nel maggio 2012, con epicentro in Emilia Romagna, ha interessato, seppur con minore intensità, la città di Padova, provocando danni di varia entità. Tra gli edifici di interesse culturale che hanno subito danni rilevanti si conta la Basilica di Santa Giustina (piazza Prato della Valle), facente parte del complesso architettonico dell'omonima abbazia.
Nelle ore immediatamente successive alla scossa tellurica del 29 maggio 2012, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha riscontrato l'aggravamento dello stato fessurativo già in atto, con particolare riguardo all'abside del transetto nord (cappella di San Luca), e ha ordinato lo sbarramento delle aree interessate dai dissesti (transetto e cappelle sud-ovest). La Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso ha contestualmente rilevato la necessità di proteggere l'arca di San Luca dall'eventuale caduta di materiale dalle volte.
I sopralluoghi effettuati in loco dalla Direzione regionale hanno confermato la presenza di frammenti di intonaco non decorato in distacco dai lembi delle lesioni preesistenti e la recrudescenza del quadro fessurativo, di antica formazione e con elementi di notevole entità, in corrispondenza della porzione sommatile dell'abside di San Luca, rilevando la presenza di un analogo fenomeno, con tratti forse più marcati, sull'abside opposta (cappella di San Mattia).
Detta situazione, verificatasi in un immobile di carattere fortemente rappresentativo dal punto di vista  simbolico e artistico, ha indotto la Direzione regionale a dichiarare la somma urgenza delle opere necessarie alla riapertura delle aree interdette dai Vigili del Fuoco e al risanamento dei gravi fenomeni fessurativi delle absidi del transetto.
L'intervento, preceduto dalle necessarie analisi diagnostiche (stratigrafie degli intonaci, endoscopie, et alia), prevede l'applicazione all'esterno dei corpi absidali di tiranti metallici, parzialmente inseriti entro i giunti della muratura e bloccati all'estremità con piastre di ancoraggio in acciaio inox fissate ai contrafforti laterali.  Si procederà quindi alla risarcitura delle ampie lesioni presenti all'interno delle medesime absidi, affiancata al consolidamento della muratura mediante iniezioni con idonei leganti e inserimento di perni metallici di collegamento. Laddove necessario, si procederà all'esecuzione di ammorsature e legature con barre di piccolo diametro dei giunti murari.
Sull'estradosso delle semicupole absidali si applicheranno delle fasce di materiale fibrorinforzato connesse alla muratura con fiocchi in fibra aramidica.
Per quanto riguarda la porzione di navata laterale interdetta, si prevede la verifica dell'entità delle lesioni esistenti mediante l'utilizzo di una piattaforma mobile tipo “ragno”, procedendo, a seconda delle necessità, con l'asportazione dei residui presenti all'interno delle fessure, iniezioni, risarciture e stuccature. Le aree di intonaco decoese dal supporto verranno consolidate mediante imperniature o l'applicazione di garzature, con intervento determinato di volta in volta a misura dell'entità dell'area interessata dai possibili distacchi e dello stato di conservazione dell'intonaco.