Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto

Belluno

Il territorio bellunese è in larga prevalenza montuoso. In esso la catena alpina risulta formata da impervi massicci dolomitici, che superano i 3000 metri d'altezza, e da rilievi più dolci, alternati a lunghe vallate create dalle glaciazioni e dai corsi d'acqua. Il Piave con i suoi affluenti costituisce il bacino idrografico di questo territorio, svolgendo da sempre un ruolo decisivo nei rapporti commerciali e culturali fra l’area adriatica e le aree transalpine.
La prima occupazione diffusa del comprensorio montano si registra in età preistorica, in particolare nel Mesolitico. Ancora disomogenei sono i dati archeologici pertinenti al Neolitico e all'età del Rame, caratterizzata da siti frequentati per attività di alpeggio e venatorie, ma anche di controllo della circolazione di manufatti metallici. Nell'età del Bronzo si registra un macroscopico riassetto territoriale su scala regionale, con insediamenti che in area pedemontana e montana corrispondono ad abitati d’altura, detti in letteratura “castellieri”, su sommità collinari naturalmente difese, terrazzate e talora rafforzate da muri di cinta.
Nell'età del Ferro, almeno dall'VIII secolo a.C., la valle del Piave diviene direttrice di traffico preferenziale tra i centri protourbani veneti di pianura (Padova in particolare) e le aree minerarie e le ‘stazioni’ metallurgiche delle Alpi. Di particolare rilievo politico, oltre che cultuale, è la presenza di santuari che si pongono allo stesso tempo quali poli di aggregazione comunitaria e crocevia di traffici commerciali e rivestono una forte valenza di 'cerniera' tra mondo veneto e altre genti. Tale era, ad esempio, il santuario di Lagole di Calalzo, il cui culto era imperniato sull’acqua, ancora oggi presente sotto forma di sorgenti e laghetti di acque sulfuree.
In età romana, lo sviluppo del territorio bellunese conosce un ulteriore impulso, grazie alla realizzazione di una viabilità che comprendeva da un lato la via Claudia Augusta, arteria stradale di collegamento tra l’Adriatico e l'area transalpina, che, provenendo da Altino, passava presso Feltre e proseguiva attraverso la val d'Adige e il passo Resia; dall’altro, un secondo importante percorso viario, che lungo la valle del Piave si indirizzava verso il Cadore e il Norico. Dal punto di vista amministrativo, il territorio in età romana risulta suddiviso tra i centri urbani di Bellunum, Feltria e Iulium Carnicum (l’attuale Zuglio Carnico).
Al di fuori dei centri principali, la presenza di una fitta rete di piccoli aggregati abitativi sparsi (vici) è attestata dalle necropoli e dagli edifici residenziali, talvolta lussuosi, scoperti in varie zone del territorio, in relazione al transito delle principali arterie stradali. I grandi santuari comunitari di età protostorica continuano ad essere intensamente frequentati anche per tutta l’età romana, attraverso l’interpretatio religiosa delle divinità locali. Ad essi si aggiunge, a partire dall’età tardo-repubblicana, l’importante centro di culto di Monte Calvario ad Auronzo di Cadore, dove si riscontra il perdurare di tradizioni locali nell’offerta di oggetti come dischi figurati, lamine in bronzo e mestoli  (simpula).
Nell’alto Medioevo, sotto il dominio longobardo, l’organizzazione del territorio si differenzia profondamente da quella di età romana: le sedi dei ducati spesso sono poste non negli antichi municipia romani, ma nei castelli. La distribuzione insediamentale si può cogliere da un lato attraverso le necropoli, spesso caratterizzate da ricche sepolture di uomini in armi, con corredi legati allo status del ceto dominante; dall’altro, attraverso le tracce di edifici a carattere difensivo, situati in posizioni strategiche lungo la sinistra idrografica del Piave, che dovevano costituire una sorta di limes tra Longobardi e Bizantini.


AREA ARCHEOLOGICA DI FELTRE
Al di sotto del sagrato antistante il Duomo di Feltre è stata valorizzata e resa fruibile al pubblico, a partire dal 1995, un’area di circa 1000 mq comprendente strutture di diverse epoche, dall’età protostorica (testimoniata da un piccolo settore di un’abitazione) a quella pieno medievale, con la sovrapposizione di edifici più recenti a carattere ecclesiastico al di sopra di un settore residenziale e commerciale del municipium romano di Feltria. Gli scavi, eseguiti a partire dagli anni ‘70, hanno riportato in luce un crocevia stradale lastricato ai cui lati si sviluppano sia botteghe e abitazioni, strutturate su più livelli in risalita verso il colle, sia un importante edificio, identificato come schola, ovvero la sede di associazioni professionali, decorato con apparati pavimentali e parietali di pregio. In età altomedievale (VIII-IX secolo), la ripresa della vita urbana dopo il collasso della città romana è testimoniata da un ampio edificio a corte di funzione indeterminata, forse pertinente al complesso episcopale, orientato in modo difforme rispetto al quartiere di età romana. A tutti questi edifici si sovrappongono, infine, le fondazioni di un battistero a pianta circolare con abside, datato all’XI-XII secolo.

Area archeologica di Feltre - piazza del Duomo - via Tiziano Vecellio 6
Accesso: visitabile da marzo a settembre, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; da ottobre al 1 novembre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30;  tutto l’anno su prenotazione.
Per informazioni: associazione “Il Fondaco per Feltre”, tel. 0439-83879 (dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 10.30, fondacofeltre@yahoo.it)

AREA ARCHEOLOGICA DI MEL
Nell’area del cortile dell’asilo parrocchiale di Mel, situato sulla strada provinciale per Belluno, tra il 1958 e il 1964 fu messo in luce un ampio settore di una necropoli dell’età del Ferro, correlata ad un importante centro veneto, sorto in posizione strategica a controllo della media valle del Piave e le cui evidenze di abitato sono state solo recentemente indagate. La necropoli, che ha restituito circa 60 sepolture, è databile tra VIII e V secolo a.C. e comprende una serie di 'circoli' in lastre di arenaria infisse nel terreno, con ingresso a sud e tumulo di terra e ciottoli al centro, alcuni dei quali sono stati restaurati e resi visibili al pubblico. All’interno dei tumuli erano interrate le tombe, collocate in cassette anch’esse in lastre di arenaria, che comprendevano il vaso ossuario e gli oggetti di corredo, prevalentemente metallici, anche di importazione.

Area archeologica di Mel - via Tempietto, 99 - S.P. per Belluno. Accesso: tutto l’anno su prenotazione, tel.